Collegio di Memoria Civica
Le Casate Eminenti
Le grandi famiglie della comunità magica britannica nel 1890. Scegli una Casata per leggerne la storia.
Il Registro delle Dodici
Il riconoscimento delle Casate Eminenti è amministrato dal Collegio di Memoria Civica, fondato nel 1816. Il Collegio non assegna titoli, stemmi nobiliari o privilegi. Il suo compito è valutare l’impatto storico delle famiglie sulla comunità magica britannica e conservare la documentazione relativa al loro contributo.
Per ottenere il riconoscimento, una famiglia deve aver esercitato un’influenza significativa per almeno tre generazioni e dimostrare che il proprio contributo abbia prodotto benefici o trasformazioni durature.
Il riconoscimento può anche essere revocato. Sebbene ciò sia avvenuto raramente, il regolamento prevede la cancellazione dal Registro qualora una famiglia utilizzi sistematicamente la propria influenza contro gli interessi della comunità o costruisca la propria posizione attraverso frode, violenza o manipolazione degli archivi.
Di conseguenza, appartenere alle Dodici non rappresenta soltanto un onore. È una responsabilità pubblica.
Influenza, ricchezza e nobiltà
Nel linguaggio comune, i concetti di prestigio, ricchezza, antichità e nobiltà vengono spesso confusi. In realtà, essi descrivono condizioni molto diverse.
Una famiglia può possedere ricchezze senza avere alcuna rilevanza storica. Può vantare antenati illustri ma aver perduto ogni influenza. Può essere politicamente potente senza appartenere alle Dodici. Allo stesso modo, una Casata Eminente può non possedere terre, titoli o grandi patrimoni.
Gli Ashbourne acquisirono prestigio attraverso il diritto. I Muir attraverso la medicina. I Caulder attraverso l’assistenza alle comunità. I Bellweather attraverso il lavoro logistico e postale. Soltanto alcune delle Dodici provengono da ambienti tradizionalmente considerati aristocratici.
Per questo motivo il Registro non viene concepito come una celebrazione del sangue, ma come una registrazione dell’influenza.
Le Casate nel 1890
Nel presente, le Dodici non costituiscono un fronte unito.
Gli Ashbourne e i Thornfield tendono a difendere la stabilità delle istituzioni. I Fenwick e gli Orpington chiedono maggiore libertà nella ricerca e nell’informazione. I Valmere si oppongono allo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, mentre gli Harrow sostengono l’espansione commerciale. I Muir e i Caulder chiedono maggiori investimenti nei servizi pubblici. I Bellweather spingono per una modernizzazione dei trasporti. I Dacre temono che la crescente domanda comprometta la qualità della produzione artigianale. Gli Evercrest guardano con diffidenza ai cambiamenti troppo rapidi.
Queste divergenze non si traducono necessariamente in ostilità. Matrimoni, amicizie, accordi economici e rivalità personali attraversano continuamente i confini tra le famiglie. Nessun membro è obbligato a condividere la filosofia della propria Casata, e nessuna famiglia agisce come un’unica mente. Un Ashbourne può disprezzare la legge. Un Harrow può rifiutare la ricchezza. Un Thornfield può opporsi al Ministero. Un Evercrest può voler distruggere le tradizioni della propria famiglia.
Il cognome offre un’eredità.
Non determina il carattere.
Nuove famiglie e futuro del Registro
Le Dodici Casate Eminenti non sono destinate a rimanere immutate per sempre.
Il Collegio di Memoria Civica può riconoscere nuove famiglie qualora il loro contributo diventi parte stabile della storia britannica. Allo stesso modo, una delle Dodici può perdere il proprio posto. Ciò permette anche alle famiglie che nel 1890 non godono ancora di grande prestigio di costruire la propria reputazione nel tempo.
Una scoperta scientifica, una riforma politica, la fondazione di un’istituzione o un atto capace di cambiare la comunità potrebbero trasformare un cognome sconosciuto in uno dei più importanti del secolo successivo. La storia delle famiglie, dunque, non è conclusa.
Le Dodici rappresentano ciò che il mondo magico è stato fino a oggi.
Ciò che diventerà dipenderà dalle persone che avranno il coraggio, l’ambizione o la responsabilità di lasciare il proprio segno.











